L'altro giorno ho visto per la prima volta questo film,diciamo che al cinema francese mi ci sono
avvicinata appena l'anno scorso. Ad incentivarmi
fu il fascino di Jean-Paul Belmondo, poi ci ho preso gusto.
E quindi ho visto L'uomo che amava le donne.
Bellissimo, decisamente. E ti rendi conto di come
una filosofia di vita su relazioni & co, tutt'ora snobbata,
era già all'epoca adottata da molti. Figuriamoci, in Italia
negli anni '70 c'erano ancora i film con coppie alla Mastroianni
e Loren (niente da ridire per carità) ma poi vedi che altrove
le relazioni erano già intese in modo diverso.
Che c'era già la libertà. Il film gira intorno alla vita di
Bertrand Morane, un uomo attratto visceralmente dalle donne.
Uno che pure una semplice passeggiata in strada,
diventa caccia alla preda più ambita. Uno che ama il corpo
delle donne, e ne ama anche i difetti. La cosa che più mi fa
impazzire è come lui si definisce e come viene definito dalle donne.
Quando comincia a scrivere le sue memorie su appuntamenti,
relazioni e avventure di una notte, decide di intitolare il libro LO STALLONE.
E non è forse definito così uno che passa da una donna all'altra perchè
non desidera legami? Lui però le donne non le tratta male, lui non
promette alle donne un rapporto serio, matrimoni e figli. Ma le offre
semplicemente il calore di un corpo maschile, attenzioni e situazioni
divertenti. Perchè non basta a certe donne? Anzi, perchè non basta
a quasi tutte le donne? Lo definiscono stallone, sciupafemmine, casanova..
Quando l'editrice Geneviève, una parigina sicuramente più evoluta, legge
il racconto, gli consiglia un nuovo titolo quindi correggendo la sua figura
agli occhi dell'uomo stesso e a quello delle donne. Il titolo perfetto è
L'uomo che amava le donne. Perchè lui le amava, una notte, un giorno,
un'ora, un minuto. Ma le amava visceralmente. Bertand, sempre a caccia
di nuove conoscenze, una notte durante le feste di Natale, incantato
da un paio di belle gambe nell'inseguirle viene investito da un' auto.
Sopravvive, ma nell'ospedale in preda ad allucinazioni, febbre, infezione
quello che sarà, vede le gambe dell'infermiera e i suoi istinti gli dicono
di allungarsi a toccarle. Casca dal letto, stacca la flebo con il sangue
e muore. Riprende la scena dall'inizio con il funerale dell'uomo dove
si presentano solo donne, e l'editrice parigina - ultima conquista di
Bertrand - chiude il racconto con un monologo così
azzeccato, puro, sincero, vero. Ecco io le donne così intelligenti, le amo.
Alcune frasi dal film ^^
Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo
terrestre in tutti i sensi, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia.
- Bertrand
Proprio il giocare insieme a Juliette mi fece rendere conto
che la compagnia delle donne mi era indispensabile,
se non la loro compagnia in ogni caso, la loro vista.
Per me niente è più bello da guardare di una donna che cammina con la gonna o il vestito ondeggianti a ritmo dei passi. Alcune vanno in fretta verso una meta, forse un appuntamento. Altre al contrario passeggiano con aria indolente. Altre ancora sono così belle viste di spalle che ritardo il momento di arrivare alla loro altezza per non restare deluso. Per la verità non sono mai deluso perchè quelle di dietro e brutte di faccia, mi infondono una sensazione di conforto visto che purtroppo non si possono avere tutte. Sono migliaia ogni giorno a camminare per le strade. Ma chi sono tutte queste donne? Dove vanno? A quale appuntamento? Se hanno il cuore libero, i loro corpi sono disponibili e mi pare di non avere il diritto di lasciar perdere l'occasione. La verità è una soltanto, loro vogliono ciò che voglio io, l'amore. Tutti vogliono l'amore, ogni specie d'amore. Quello fisico e quello sentimentale, o più semplicemente la tenerezza di chi ha scelto qualcuno per la vita e non bada più a nessuno. Non è il mio caso, io mi interesso a tutte. - Bertrand a spasso per la città
che la compagnia delle donne mi era indispensabile,
se non la loro compagnia in ogni caso, la loro vista.
Per me niente è più bello da guardare di una donna che cammina con la gonna o il vestito ondeggianti a ritmo dei passi. Alcune vanno in fretta verso una meta, forse un appuntamento. Altre al contrario passeggiano con aria indolente. Altre ancora sono così belle viste di spalle che ritardo il momento di arrivare alla loro altezza per non restare deluso. Per la verità non sono mai deluso perchè quelle di dietro e brutte di faccia, mi infondono una sensazione di conforto visto che purtroppo non si possono avere tutte. Sono migliaia ogni giorno a camminare per le strade. Ma chi sono tutte queste donne? Dove vanno? A quale appuntamento? Se hanno il cuore libero, i loro corpi sono disponibili e mi pare di non avere il diritto di lasciar perdere l'occasione. La verità è una soltanto, loro vogliono ciò che voglio io, l'amore. Tutti vogliono l'amore, ogni specie d'amore. Quello fisico e quello sentimentale, o più semplicemente la tenerezza di chi ha scelto qualcuno per la vita e non bada più a nessuno. Non è il mio caso, io mi interesso a tutte. - Bertrand a spasso per la città
Eccone due che credono a Babbo Natale.
Oggi è il grande amore ma tra qualche anno lei se la squaglierà
con qualche tizio oppure sarà lui a trovarsi una più giovane.
La graziosa casetta sarà venduta, i figli abbandonati.
- Bertrand vedendo una coppia che si sposa
Non si può fare l'amore dal mattino alla sera, e proprio per questo è stato inventato il lavoro. - dottore a Bertrand
Il ristorante è un luogo meraviglioso per gli amori novelli,
sconfortante per le coppie ufficiali. Quei due si annoiano a morte
e non hanno il coraggio di ammetterlo. Dato che quel tipo
non è in grado di distrarre la sua donna, mi piacerebbe provarci.
- Bertrand
Bertrand mi diceva spesso che non era riuscito a trovare un buon finale per il suo libro, e questo lo tormentava. Non aveva osato pensare alla morte del protagonista, benchè rientri nella logica delle cose. Adesso mi sembra che tutte queste donne stiano scrivendo
l'ultima pagina del suo romanzo, io sono una di loro. Tuttavia provo una strana sensazione, quella d'essere la complice di Bertrand. Forse perchè sono l'unica qui a conoscere tutto di lui.
Le donne che ha fatto soffrire hanno avuto un solo torto,
aspettarsi qualcosa che non era in grado di dare.
A quelle che volevano il piacere, lui ha dato piacere. E anche la dolcezza.
Per me non c'è alcun dubbio che a modo suo le abbia amate
e che aveva ragione ad amarle tutte. Nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno, qualcosa di unico e insostituibile. Bertrand ha amato tutte queste donne per ciò che erano. Quella per lo sguardo da miope e la montatura di metallo, quella per l'aspetto intenso e passionale. Eccone una che piange veramente, è sconvolta e non lo nasconde. Anche quella deve soffrire, ha l'aria di un'orfanella disperata. Quella bella donna sono sicura che l'ha amata per il suo odore di rossa. Quella sembra trovare la cosa divertente, ma è la sola. Eccone una modesta e dolce, seguita da un'eroina da romanzo russo. Lui ha amato quella donna non più giovane proprio
perchè lottava per rimanere attraente. Quella sembra una studentessa. Quell'altra si è rifatta il naso, forse per piacergli di più. Quella potrebbe essere la sua vedova, se fosse stato sposato.
Bertrand ha inseguito un'impossibile felicità
nella quantità, nella moltitudine.
Perchè abbiamo bisogno di cercare in tante persone ciò che
la nostra educazione pretende di farci trovare in una sola.
Ma di tutte le donne che hanno attraversato la sua vita, resterà comunque qualcosa, una traccia. Una testimonianza. Un oggetto rettangolare, trecentoventi pagine rilegate. Un libro.
l'ultima pagina del suo romanzo, io sono una di loro. Tuttavia provo una strana sensazione, quella d'essere la complice di Bertrand. Forse perchè sono l'unica qui a conoscere tutto di lui.
Le donne che ha fatto soffrire hanno avuto un solo torto,
aspettarsi qualcosa che non era in grado di dare.
A quelle che volevano il piacere, lui ha dato piacere. E anche la dolcezza.
Per me non c'è alcun dubbio che a modo suo le abbia amate
e che aveva ragione ad amarle tutte. Nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno, qualcosa di unico e insostituibile. Bertrand ha amato tutte queste donne per ciò che erano. Quella per lo sguardo da miope e la montatura di metallo, quella per l'aspetto intenso e passionale. Eccone una che piange veramente, è sconvolta e non lo nasconde. Anche quella deve soffrire, ha l'aria di un'orfanella disperata. Quella bella donna sono sicura che l'ha amata per il suo odore di rossa. Quella sembra trovare la cosa divertente, ma è la sola. Eccone una modesta e dolce, seguita da un'eroina da romanzo russo. Lui ha amato quella donna non più giovane proprio
perchè lottava per rimanere attraente. Quella sembra una studentessa. Quell'altra si è rifatta il naso, forse per piacergli di più. Quella potrebbe essere la sua vedova, se fosse stato sposato.
Bertrand ha inseguito un'impossibile felicità
nella quantità, nella moltitudine.
Perchè abbiamo bisogno di cercare in tante persone ciò che
la nostra educazione pretende di farci trovare in una sola.
Ma di tutte le donne che hanno attraversato la sua vita, resterà comunque qualcosa, una traccia. Una testimonianza. Un oggetto rettangolare, trecentoventi pagine rilegate. Un libro.
- Geneviève al funerale di Bertrand


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