venerdì 16 luglio 2010

il giorno più bello - the day i met you, julian.

Capitemi se il post non avrà senso. Ricordo le notti ad ascoltare
Heart in a cage a palla, che la stoppavo giusto per vedere
sue interviste dove, timidissimo, balbettava, beveva e fumava.
Agosto dell'anno scorso che esce finalmente una sua nuova intervista su
NME e mi faccio la foto mentre lecco la rivista. Ricordo uno dei primi
post su questo blog, dedicato completamente a lui, alla mia voglia di
vederlo/sentirlo dal vivo. La voglia di viverlo. E poi c'è il 14 luglio 2010.
Parto scoraggiata, come al solito quando vado ad un concerto mi
aspetto sempre il peggio. Ovviamente pago 98 euro per un frecciarossa
di merda e non mi porta 15 minuti di ritardo? Vedo
Chiara, lei che agita le mani, io che le vado incontro stile rallenty
da commedie romantiche
. Mi sento chiamare e becco - letteralmente -
al volo, la Ery. Ci dirigiamo quindi verso Vigevano.  Oh, Vigevano.
Il posto più tranquillo del mondo, è vero che ti multano
pure se ti appoggi a un muro mentre hai un malore
,
però se ti fai i cazzi tuoi e ti tieni in equilibrio, la gente è buonissima.
Troppo per i miei gusti, infatti mi aspettavo  uno stupro
dall'uomo del bar che ci offre di sua spontanea volontà,
un condizionatore gigante. La fila è sotto a un portico, quindi
all'ombra. Entriamo e io e Chiara becchiamo il posto centrale,
era tutto perfetto come un presepe. Noi al centro, i fari e gli
amplificatori intorno in modo tale da non coprirci nemmeno
un alluce di Julian. Certo, il caldo era assurdo, le zanzare saranno
diventate obese con tutto il mio sangue (ho 45 punture su tutto il corpo)
però ne è valsa la pena. Alle 22 circa esce Julian, PIANGO.
Non ci posso credere, Julian quello che mentre si esibisce ubriaco,
rotola sul palco. Julian che dice che il posto migliore dove fare
sesso è la bocca.  Sì, Julian Casablancas. (che io direi,
con un nome & cognome così aveva la carriera pornografica
assicurata, mi sa di massiccio alla Rocco Siffredi).
Julian entra, mentre fa il figo inciampa  nel filo del microfono,
poi si riprende e ancora inciampa cadendo definitivamente
dal palco. Julian che si avvicina a noi, CULO DEI CULI (stranamente),
si alza sulla nostra transenna e io affondo le mani nel suo culo,
poi dal ventre scivolo giù e tasto il pacco
.
Julian non aveva una pistola nei pantaloni,
quindi era felice di vederci.
Il concerto ovviamente dura troppo poco,
lui straordinario, ha il suo stile cazzo nessuno glielo può rubare.
Pensiamo quindi di darci una ritoccatina (leggi lavarsi e truccarsi
per terra, tra prati e marciapiedi sudiciosi
) raggiungiamo il tourbus
e lo aspettiamo. Non ci speravo, non ci speravo proprio.
Ero lì, arriva sto pulmino delle pulizie tipo -ahahah- esce la band,
poi lui. Io non so come spiegarvi, vederlo così vicino a me,
parlarci, sentirti rispondere dalla sua bocca, da quella sua
fottutissima bocca. Gli porgo il foglio con oramai la foto che ho
ovunque -quella delle converse- con tanto di dedica perchè io
ho sempre immaginato la scena di me ad un suo concerto
quando ascoltavo sta strofa della mia canzone preferita
degli Strokes:
I went to the concert and I fought through the crowd
Guess I got too excited when I thought you were around



Lui che tentenna non sa dove firmare -avevo lasciato un lato
bianco proprio per firmarlo- e ovviamente dove mi firma?
Sulla dedica e sulle gambe che quindi col pennarello nero non
 si vede ahahah vabbè amiamolo. Faccio la prima foto,
...lo tocco, lui sudaticcio, alto e gobbo come un dinosauro buono
 - è Denver vi prego - poi comincia il mio photoshoot al suo culo,
gli sto alle spalle per un casino a palpare il culo -tanto lui non
se ne accorgeva- accarezzargli le braccia -tanto manco
qui se ne accorgeva- vedere le mie dita vicino al tatuaggio
 spiderman style cioè solo chi lo venera può capire. Poi io e
Maya pretendiamo la foto col bacio e prima la scatto a loro
e muoio perchè lei mi fa "
Sa di salato" mentre le passo la digitale
 per farla a me. E lui ovviamente all'oscuro di tutto, sempre
 co sta faccia beata, si lascia baciare. La mia mano sulla sua
 mascella, vicino al collo, la sua sulle mie spalle, le mie labbra
 sulla sua guancia, la pelle sottile, ruvida, bella e imperfetta.



Non ho parole davvero cioè sto resoconto non ha senso lo so
è pessimo ma io davvero non ce la faccio. Dopo comunque
lo aiuto a fare lo spelling di alcuni nomi, ricordo in particolare
e lui  fa
TERRIBLE SPELLING e io tipo ancora incazzata
per lo spelling con Naveen gli faccio
I'M TERRIBLE?!
e lui
NONO I AM! ahahah poi vabbè seguono abbracci, lui che
ad ogni dimostrazione d'affetto dice "
Ohhhhhh" tutto tenero,
poi un altro bacio sulla guancia, poi mi sono tipo appesa
al braccio a ripetergli "
Please Julian you have to come back,
another show in Italy please Julian, please
" e lui annuiva <3
Poi è tempo di lasciarci, se ne sta andando, la Chiara lo rincorre
per riprendersi il pennarello e io ho tempo di stampargli un altro
bacio sulla guancia. Appena salito sul tour bus ecco accade
 una roba davvero tenerissima, ho questa scena impressa nella mente,
io Chiara e Maya che saltelliamo in questo parcheggio,
urliamo il suo nome,
TI AMO in varie lingue, poi ci abbracciamo
e festeggiamo (io ricordo pure di aver fatto una danza stile
Chandler Bing appena tornata in albergo ahahah)

Allora per terminare questo post in un modo sano, dico alcune cose.
Primo, ringrazio le ragazze che già conoscevo, quelle che ho conosciuto.

Maya che era pure il nostro anniversario, ci siamo conosciute
esattamente l'anno prima,al concerto dei Killers+Franz e mentre
tornavamo a piedi in albergo mi fa "
Moglia sei contenta?"
cioè una domanda così semplice ma detta così, soprattutto
per noi due che conosciamo st'amore profondo per Julian.
Non ho parole <3

Chiara, abbiamo condiviso l'intera giornata, a partire dall'incontro
in stazione fino alla notte trascorsa insieme, per non parlare delle
palpatine a Julian davanti a noi durante il concerto,
cioè tutto il giorno insieme <3

Erika che davvero l'ho beccata al volo, e son troppo contenta
che al mattino si è ritrovata pure a fare colazione con il tipo dei Girls,
cioè roba che lei senza parole e io per giustificare i silenzi parlavo
in inglese ma chiacchiere da fermata del bus
"
come va, vi piace l'italia,dormito bene etc etc"

Manu, perchè abbiamo capito entrambe che Vigevano è il posto
più buono del mondo, e prevedo un nostro trasferimento da quelle parti.

Barbara che il mattino dopo, tutte distrutte ma ugualmente piene
di vita, mi fa "
Dormirò quando sarò morta"
ed ecco lì in due parole la nostra filosofia <3

Una cosa vorrei dire sul serio, quando stavamo andando a Vigevano,
io Chiara ed Erika eravamo in treno a parlare, e ho detto quello che
molte volte penso e mi butta giù. Quest'amore che diamo ai nostri idoli
preferiti, è definito
amore sprecato. Lui/lei non saprà mai quanto
conta per voi, che spendete risparmi di una vita, affrontate avventure
spericolate pur di vederlo/a.
Ma a fine giornata, dopo aver baciato Julian, dopo averlo conosciuto,
affermo con orgoglio che quello
non è mai amore sprecato.
Perchè lì dove non arriva un amico a confortarvi, c'è una canzone
che inspiegabilmente sa come vi sentite, sa come tirarvi su, distrarvi.
E se Julian con la sua voce, le sue canzoni, le sue performance,
mi ha tirato su quando ero scoraggiata da tutto intorno,
allora ne vale la pena.
Vale la pena di amare chiunque, sempre.
E auguro con tutto il cuore a tutti voi di incontrare il vostro idolo preferito,
perchè quello sì che sarà
il giorno più bello <3

venerdì 9 luglio 2010

josh holloway knows how to eat pussy..

Ma da quanto tempo non parlo di Josh? TROPPO. Allora questa settimana
lo troverete in edicola (soffoco perchè nell'espressione letterale lo immagino
come edicolante nudo mentre legge na rivista coprendosi le pubenda) invece
si trova in copertina sul MEN'S HEALTH e ovviamente l'ho acquistato. 
Ora ditemi, quale versione preferite? Quella vera e propria, o quello 
"abbozzata" da me? Se preferite la mia, mi propongo subito come nuova direttrice.




La mia versione:



Ciao, vi sono mancata?

giovedì 8 luglio 2010

Roma Fiction Fest 2010 - how i met SAYIDDA!

Questo post ha un'elevata presenza di ormoni.  Scriverò cose senza senso,
a random. A cazzo. La notte scorsa non dormo, verso le 5 del mattino
mi preparo e vado in stazione. Destinazione: ROMA.
Piglio e parto da sola, as usual, arrivo fuori al Multisala Adrian0, 

dove si tiene appunto il ROMA FICTION FEST e subito attacco bottone
con una ragazza, Martina. Trascorriamo tutta la mattinata tra sole cocente e
aria condizionata così me viene n'attacco di panico misto a svenimento 

e mi accascio un attimino. Bene. Aspettavamo l'arrivo dei nostri divi preferiti
presenti all'evento. Non arrivano, io già senza forze, sconsolata con la solita
frase "so na sfigata di mmerda non me ne va mai bene una" però decido di 

andare con Martina all'albergo dove alloggiano i divi. Lì incontro Mary e
altre ragazze/i.  Mi dicono che Naveen tornerà a momenti, io sto per crepare
perchè ho paura di non beccarlo. Arriva un'auto, vedo un cappello
tamarro, ricci neri tamarri, tshirt tamarra, è lui.
SAYIDDA!
Gli corro incontro PLEASE PLEASE A PICTURE lui con
una voce porno,
inglese mista a french style
OF COURSE, SURE.

Famo la prima foto, un braccio sulla mia spalla, l'altro lo usa per togliersi
gli occhiali e poi passarli nell'altra mano e nel fare questo movimento
mi circonda un attimino con le braccia e io mi sento tra fine
preliminari e prima botta. Godo. Non viene bene, ne famo n'altra. 
Io che balbetto un inglese PESSIMO  perchè MY EYES... WERE... CLOSEDDD!
 e lui SURE C'MON e io salgo di nuovo sugli scalini e affondo il viso nel petto.
 Lo saluto di nuovo e
YOU'RE SO KIND THANK YOU SO MUCH. Intanto
mi fa l'autografo e non sa come scrivere
MARY che vi prego è IL nome
 americano. Mi fa lo spelling ma non ricordavo come accidenti si dicesse
la
Y e lui me la ripete due volte e io EH? e lui me lo scrive poi punta la penna
 sopra come un alunno che mostra i compiti alla maestra e io
 OHHH YEAH YES! e lui annuisce. Ecco mentre gli rido in faccia.


Mentre scrive ad altre ragazze, gli annuso capelli e collo e
YOU SMELL SO GOOD  (c'aveva un profumo esotico, porno, spumeggiante)
e lui con un sorriso timido
REALLY? THANK YOU! Ovviamente gli ho fatto
la radiografia, aveva le unghie lunghe come sempre, anello, bracciale,
portafogli co n'aquila sopra (tipico napoletano), pacchetto di marlboro
rosse alla mano, accendino e una sigaretta sempre in bocca.
Poi scende di nuovo, col completo bianco, e mi avvicino e lui che
 oramai non mi sopporta più dice tutto sconvolto
ANOTHER PICTURE?
 e io
NONO e gli faccio un paio di foto così, a random perchè sembra
vestito per il matrimonio con la bro <3



Poi esce Kevin, Owen in Grey's Anatomy, c'è da dire che io e Martina
 lo avevamo già beccato al cinema però era in auto e si era limitato a
sorridere come un ebete. Comunque mi fa l'autografo, poi gli metto
una mano intorno alla vita, c'ha la pelle gelida e quando Martina glielo
dice lui fa na faccina <3




E' la volta di Matthew Gray Gubler, figo e terribilmente indie.
Esce tutto tranquillo, io che intanto facevo foto a Sayidda fumatore,
poi visto che doveva andarsene, corro verso Matthew e lui calmo,
tranquillissimo
HOW ARE YOU? e io muta e sorridevo.
Poi gli chiedo la foto, lui disponibilissimo.

Gli chiedo l'autografo e mi chiede il nome e dico
MARY e lui me fa
la stessa domanda di Sayid,
MARY... Y? ed entrambi lo pronunciamo
facendo sta foto co le labbra uguali.


Poi lo vedo che fa scarabocchi a cazzo e io rido e lui
WAIT MMHH YEAH AHA OK e mi dà il foglio. In pratica ha disegnato
un fantasma però inizialmente tracciando
UNA CURVA E DUE SFERE
per un secondo ho pensato ad ALTRO.

Ancora non ci posso credere, ho toccato le maniglie dell'amore
 di Naveen, dal vivo è ancora più affascinante. Ha una bellezza
proporzionata, i tratti da OMO, quando ha posato la barba sulla mia
 guancia, ero pronta ad offrirmi per una tortura. Dopo la foto tremavo,
ho tipo dato borsa, fogli e digitale in mano agli altri perchè ero in
un'altra dimensione mi sentivo strana. Ci tengo a dire che Naveen
sarà pure n'eterno sbronzo, ma è di una gentilezza e disponibilità unica.
Così anche gli altri due eh per carità, cioè Matthew mi ha ucciso proprio
 è geniale, ma Naveen cioè è Naveen <3

Grazie a Martina, compagna d'avventura, Mary T per la cronaca
 in diretta, la pazienza e la disponibilità nel farmi foto e Mirko
e tutte le altre presenti che hanno reso questa giornata così speciale <3

Ecco, sono proprio contenta. Vi lascio con la mia foto preferita, 

no scusate ma ci amo. Siamo due tamarri napoletani.

sabato 3 luglio 2010

L'uomo che amava le donne

L'altro giorno ho visto per la prima volta questo film,
diciamo che al cinema francese mi ci sono
avvicinata appena l'anno scorso. Ad incentivarmi
fu il fascino di
Jean-Paul Belmondo, poi ci ho preso gusto.
E quindi ho visto
L'uomo che amava le donne.
Bellissimo, decisamente. E ti rendi conto di come
una filosofia di vita su relazioni & co, tutt'ora snobbata,
era già all'epoca adottata da molti. Figuriamoci, in Italia
negli anni '70 c'erano ancora i film con coppie alla Mastroianni
e Loren (niente da ridire per carità) ma poi vedi che altrove
le relazioni erano già intese in modo diverso.
Che
c'era già la libertà. Il film gira intorno alla vita di
Bertrand Morane, un uomo attratto visceralmente dalle donne.
Uno che pure una semplice passeggiata in strada,
diventa caccia alla preda più ambita. Uno che ama il corpo
delle donne, e ne ama anche i difetti. La cosa che più mi fa
impazzire è come lui si definisce e come viene definito dalle donne.
Quando comincia a scrivere le sue memorie su appuntamenti,
relazioni e avventure di una notte, decide di intitolare il libro LO STALLONE.
E non è forse definito così uno che passa da una donna all'altra perchè
non desidera legami? Lui però le donne non le tratta male, lui non
promette alle donne un rapporto serio, matrimoni e figli. Ma le offre
semplicemente il calore di un corpo maschile, attenzioni e situazioni
divertenti.
Perchè non basta a certe donne? Anzi, perchè non basta
a quasi tutte le donne? Lo definiscono
stallone, sciupafemmine, casanova..
Quando l'editrice
Geneviève, una parigina sicuramente più evoluta, legge
il racconto, gli consiglia un nuovo titolo quindi correggendo la sua figura
agli occhi dell'uomo stesso e a quello delle donne
. Il titolo perfetto è
L'uomo che amava le donne. Perchè lui le amava, una notte, un giorno,
un'ora, un minuto. Ma le amava visceralmente.
Bertand, sempre a caccia
di nuove conoscenze, una notte durante le feste di Natale, incantato
da un paio di belle gambe nell'inseguirle viene investito da un' auto.
Sopravvive, ma nell'ospedale in preda ad allucinazioni, febbre, infezione
quello che sarà, vede le gambe dell'infermiera e i suoi istinti gli dicono
di allungarsi a toccarle. Casca dal letto, stacca la flebo con il sangue
e muore. Riprende la scena dall'inizio con il funerale dell'uomo dove
si presentano solo donne, e l'editrice parigina - ultima conquista di
Bertrand - chiude il racconto con un monologo così
azzeccato, puro, sincero, vero.
Ecco io le donne così intelligenti, le amo.

Alcune frasi dal film ^^

Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo
terrestre in tutti i sensi, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia.
- Bertrand


Proprio il giocare insieme a Juliette mi fece rendere conto
 che la
compagnia delle donne mi era indispensabile,
se non la loro compagnia
in ogni caso, la loro vista.
Per me niente è più bello da guardare di
una donna che cammina con la gonna o il vestito ondeggianti a ritmo dei passi. Alcune vanno in fretta verso una meta, forse un appuntamento. Altre al contrario passeggiano con aria indolente. Altre ancora sono così belle viste di spalle che ritardo il momento di arrivare alla loro altezza per non restare deluso. Per la verità non sono mai deluso perchè quelle di dietro e brutte di faccia, mi infondono una sensazione di conforto visto che purtroppo non si possono avere tutte. Sono migliaia ogni giorno a camminare per le strade. Ma chi sono tutte queste donne? Dove vanno? A quale appuntamento? Se hanno il cuore libero, i loro corpi sono disponibili e mi pare di non avere il diritto di lasciar perdere l'occasione. La verità è una soltanto, loro vogliono ciò che voglio io, l'amore. Tutti vogliono l'amore, ogni specie d'amore. Quello fisico e quello sentimentale, o più semplicemente la tenerezza di chi ha scelto qualcuno per la vita e non bada più a nessuno. Non è il mio caso, io mi interesso a tutte. - Bertrand a spasso per la città


Eccone due che credono a Babbo Natale.
Oggi è il grande amore ma tra qualche anno lei se la squaglierà
con qualche tizio oppure sarà lui a trovarsi una più giovane.
La graziosa casetta sarà venduta, i figli abbandonati.
- Bertrand vedendo una coppia che si sposa


Non si può fare l'amore dal mattino alla sera, e proprio per questo è stato inventato il lavoro. - dottore a Bertrand

Il ristorante è un luogo meraviglioso per gli amori novelli,
sconfortante per le coppie ufficiali. Quei due si annoiano a morte
e non hanno il coraggio di ammetterlo.  Dato che quel tipo
non è in grado di distrarre la sua donna, mi piacerebbe provarci.
- Bertrand



Bertrand mi diceva spesso che non era riuscito a trovare un buon finale per il suo libro, e questo lo tormentava. Non aveva osato pensare alla morte del protagonista, benchè rientri nella logica delle cose. Adesso mi sembra che tutte queste donne stiano scrivendo
l'ultima pagina del suo romanzo, io sono una di loro. Tuttavia provo una strana sensazione, quella d'essere la complice di Bertrand. Forse perchè sono l'unica qui a conoscere tutto di lui.
Le donne che ha fatto soffrire hanno avuto un solo torto,
aspettarsi qualcosa che non era in grado di dare.

A quelle che volevano il piacere, lui ha dato piacere. E anche la dolcezza.
Per me non c'è alcun dubbio che a modo suo le abbia amate
e che aveva ragione ad amarle tutte. Nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno, qualcosa di unico e insostituibile. Bertrand ha amato tutte queste donne per ciò che erano. Quella per lo sguardo da miope e la montatura di metallo, quella per l'aspetto intenso e passionale. Eccone una che piange veramente, è sconvolta e non lo nasconde. Anche quella deve soffrire, ha l'aria di un'orfanella disperata. Quella bella donna sono sicura che l'ha amata per il suo odore di rossa. Quella sembra trovare la cosa divertente, ma è la sola. Eccone una modesta e dolce, seguita da un'eroina da romanzo russo. Lui ha amato quella donna non più giovane proprio
perchè lottava per rimanere attraente. Quella sembra una studentessa. Quell'altra si è rifatta il naso, forse per piacergli di più. Quella potrebbe essere la sua vedova, se fosse stato sposato.

Bertrand ha inseguito un'impossibile felicità
 nella quantità, nella moltitudine.

Perchè abbiamo bisogno di cercare in tante persone ciò che
la nostra educazione pretende di farci trovare in una sola.

Ma di tutte le donne che hanno attraversato la sua vita, resterà comunque qualcosa, una traccia. Una testimonianza. Un oggetto rettangolare, trecentoventi pagine rilegate. Un libro.

- Geneviève al funerale di Bertrand

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