Tralasciando il motivo principale della mia presenza all'edizione di
quest'anno del Lucca Comics, ho avuto modo di conoscere dal vivo
Gaia - finalmente - amore puro; danzare con un Jack Sparrow perfetto
(stessa andatura, modo di esprimersi) sexy da morire che mi fa
'Madame, benvenuta ai Caraibi!' mentre mi fa volteggiare poi dice a me
e alla mia amica 'Ragazze questa notte penserò a voi, mi state turbando.
Turbiamoci.' Detto tra noi, lo sto cercando su Facebook. AH-AH!
Poi vedere IT è stato davvero pazzesco, okay che da piccina mi ha messo
paura più di qualsiasi altro mostro, ma allo stesso tempo ne sono sempre stata
affascinata. Ho toccato il pacco alla statua di Batman, il mio superhero preferito.
Una bellissima giornata, l'anno prossimo ci sarò sicuramente.



E tanti cuori per me e questa piccina qui, che amo da morire <3
Organizzandomi proprio all’ultimo momento, lunedì mattina
– insieme a mia madre – sono partita. Direzione: Lucca Comics & Games.
Ho cambiato tre treni, in uno dei quali ho perso il biglietto dietro al sedile
e allora sono stata un quarto d’ora a pecora tentando di recuperarlo
e indossavo questa tuta a pantaloncino con le calze e quando ero piegata
in pratica mostravo il culo a tutti. Fortunatamente arriva il controllore e
mi fa ‘è successo anche altre volte’ col sorrisone e me lo recupera lui.
Partita quindi alle sei del mattino da Napoli, ho preferito di non truccarmi
perchè in circa cinque ore di viaggio avrei rovinato tutto. Così verso le dieci
mi son fatta trucco e parrucco in treno. A un certo punto mi mancava la
cipria e la chiedo a mamma e il tizio al mio fianco ‘signò che fate rubate
i ferri del mestiere?’. Nel treno successivo poi mi sono cotonata i capelli
fottendomene altamente di tutti e in stazione mi sono spruzzata tipo
UN MONDO di lacca. Avevo la bottigliona huge in borsa, roba che nemmeno
Snooki del Jersey Shore. Arrivo a Lucca, una città bellissima molto medievale
con queste mura, questi passaggi sotterranei, tanto verde intorno ma
soprattutto tanti adorabili pazzi travestiti da personaggi famosi.
E’ stata una sensazione strana, per una folle come me era come sentirsi
a casa con tutti questi matti intorno. Comunque, incontro Gaia.
Vederla è stato un colpo al cuoricino.
Baci, abbraccioni e sorrisoni <3 E ora arriviamo al dunque, ma secondo voi,
perchè sono andata al Lucca Comics? Nella sezione Games, allo stand B311..
c’era Face. Sberla dell’A-Team. Dirk Benedict. Io, Gaia e mia madre ci
aggiriamo per i vari stand e quando lo troviamo io mi volto subito di spalle,
abbraccio Gaia e urlo ‘oddio è lui’. Perchè oramai non mi sembrava più vero,
ci avevo pure perso le speranze visto che dovevo già conoscerlo a Leeds
lo scorso settembre. Allora tolgo il giubottino, mi avvicino, pago il ragazzo
al suo fianco che era carinissimo e gentilissimo e lui comincia a firmarmi la foto.
Come foto scelgo una dal set di lui con la sua amata Corvette bianca
– il suo personaggio era ossessionato da quell’auto – e mentre firma gli dico
con il mio inglese che non so come sta migliorando di volta in volta
‘Sai mentre le altre sognavano il principe azzurro con il cavallo bianco,
tu eri il mio principe azzurro con l’auto bianca. La Corvette!’.
Lui mi guarda contento e spara un sorrisone ‘Hai trovato il tuo principe?’ e io
‘No’ e lui ridacchiando ‘Ma nessuno è come me, io sono originale, sono unico’.
Poi siamo pronti per la foto, porgo la macchinetta al ragazzo vicino allo stand
mentre Gaia ne scatta una marea lì vicino e allora chiedo a Dirk
‘Posso abbracciarti?’. Su questo devo spiegarvi una cosa. In pratica
in ogni episodio dell’A-Team c’era sempre la cliente di turno nei guai e
quando la salvavano a parte che nasceva il flirt con lui ma poi lui l’abbracciava
e la confortava e quindi sognavo sempre di essere una di loro. Poi,
come saprete, la scorsa estate ho vissuto uno spiacevole ‘imprevisto’ e
ricordo che quel giorno volevo un abbraccio, semplicemente un abbraccio,
due braccia di conforto, una sensazione di ‘sei a casa è tutto a posto’.
Quindi, lo abbraccio forte- fortissimo e lui mi stringe e sorridiamo poi
ci mettiamo in posa per la foto e dopo la foto –mentre siamo fianco a
fianco – mi fa ‘Vedi – indicando i nostri fianchi – combaciamo,
i nostri corpi combaciano’ e io scoppio a ridere annuendo.
Diosanto ero fusa. Gli dico 'Grazie per avermi regalato questa splendida
giornata' e lui 'Grazie a te, mi hai fatto sentire bene. Mi sento bene.'
Lo saluto con due baci e mentre stiamo per andare via lui mi urla
‘Spero che troverai il principe azzurro!’. Gli sorriso e mi
allontano di qualche metro poi ricordo che anche mamma voleva farsi
la foto ma mia madre è nuova a questi stalking da groupie così si rivela
molto timida. Mentre la convinco a farsi la foto, Dirk mi guarda da lontano
e ci sorridiamo. Ritorno lì e gli dico di mia madre e lui ‘Mamma mia!’
la abbraccia devo dire pure più forte di me così io dico ‘Hey sono gelosa!’
e lui ‘Oh sei gelosa!’. Anche stavolta stavo per andarmene ma lui esce da
dietro al suo banchetto e si avvicina a me e Gaia e cominciamo a parlare.
Un’ora a parlare con Dirk, pazzesco. Ci dice che vorrebbe una donna ma è
troppo complicato per le donne perchè lui si cucina da solo, è vegetariano
– e io subito, anch’io! – e le donne vorrebbero vivere nelle grandi metropoli
mentre lui vive nel Montana. Poi io e Gaia scoppiamo a ridere perchè mima
sè stesso mentre rompe la legna e accende il camino da lui definito ‘BIG FIRE!’.
Poi mi racconta dell’A-Team, dei suoi figli, dei suoi progetti. Io lo invito a
venire a Napoli e lui dice che un giorno di questi vorrebbe venirci, sedersi
in una delle bellissime piazze, fumare un sigaro e guardare belle donne come noi.
Poi mi domanda ‘Stanotte dove dormi?’ e io che faccio la figa ‘Non lo so,
ma non è un problema poi vedremo’ e lui butta lì marpioneggiando
‘Io ho una camera enorme - e allarga le braccia - e sono tutto solo!’.
C’è da dire che Gaia poi gli dice ‘Quando vieni a Napoli hai un posto dove dormire!’
e mi sono pure inventata di avere una casa grande quando non è vero
ma who cares! Comunque è stato fantastico, davvero. Lui che gesticolava,
toccava, poi i suoi capelli che pettinava indietro con le mani di tanto in tanto.
Un uomo di sessantasei anni così in forma e sexy, ancora così affascinante
– gliel’avrò ripetuto diecimila volte- e poi simpatico, gentile, disponibile.
Mia madre è tornata a casa ancora più pazza di lui, io ho un sorrisone
stampato sul viso che non va più via. Se sono diventata una tenerona è
anche un po’ colpa sua, delle visioni estive dell’A-Team. C’è da dire che
appena ho svoltato l’angolo, dopo quell’ora a parlare, sono scoppiata
a piangere e come diceva Gaia ‘erano goccioloni sulle tue guance’ e
mia madre ‘Mary ma piangi sempre ultimamente, sei diventata Nonno Libero!’.
Il fatto è che mi ricorda il conforto che mi dava il suo personaggio durante
quest’estate ‘strana’. Ad ogni modo ecco le foto:



La dedica :)

Tornando al Lucca Comics, ho fatto acquisti e conoscenze –
ma ve lo mostro nel prossimo post.